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La villa Romana del Capo di Sorrento

Un angolo di eternità affacciato sul Mediterraneo
Da duemila anni un rifugio per chi cerca bellezza e pace

Un luogo di otium sin dall'epoca classica

La Campania, con i suoi insediamenti di origine ellenica, nell'antichità era terra di cultura e tradizioni, ma anche un territorio florido, favorito dal clima mite e dalla fertilità dei suoi terreni. Era anche strategicamente perfetta per il commercio, poiché vi erano dislocati alcuni dei principali scali commerciali della Magna Grecia: già lo storico greco Polibio aveva individuato la Campania come una terra speciale, ma fu Plinio il Vecchio che, per sottolinearne la ricchezza e la bellezza, la definì Campania illa felix, cioè “felice” o “fortunata”.   

Tutta la zona costiera era particolarmente amata dall’aristocrazia romana che vi costruì le sue ville di otium, tanto che il geografo Strabone, nel I secolo d.C., descrive la fascia costiera tra il capo Miseno e il capo Ateneo (l’odierna Punta della Campanella) come una lingua di terra affollata da residenze, piantagioni e città che si susseguivano ininterrottamente. Del resto, lo stesso imperatore Augusto acquistò l’isola di Capri e mandò in esilio in una villa sulla costa di Sorrento suo figlio adottivo mentre il suo successore, Tiberio, si trasferì a Capri e vi trasferì anche la corte imperiale.  

Oggi i siti sulla costa riconosciuti come ville, partendo dall’antica città di Aequa (l’odierna Vico Equense), fino a Punta Campanella, sono in tutto 24. Tutta la terrazza tufacea e i pendii calcarei erano un unico alternarsi di portici, esedre panoramiche, discese a mare – sia aperte che raggiungibili attraverso gallerie – ninfei e peschiere ricavate nella costa oltre che banchine, moli di attracco e, in qualche caso, scali di alaggio.  

 

Al Relais Regina Giovanna si coltiva la terra da oltre 2000 anni.  

 

Anche il fondo del Relais Regina Giovanna era parte di una villa romana, più precisamente, la pars rustica, ossia quella destinata all’agricoltura, come testimoniano le due grandi cisterne per la raccolta dell’acqua di sorgente destinata all’irrigazione, che si trovano all’interno della proprietà.  

Si tratta della cosiddetta Villa del Capo di Sorrento, risalente al I secolo d.C., la cui parte marittima sorgeva sulla punta estrema del promontorio, oltre la piscina naturale nota come Bagni della Regina Giovanna.  La proprietà comprendeva la villa a mare e la domus, a monte, immersa nei campi e con funzione prevalentemente agricola e i due nuclei erano collegati da rampe, passaggi coperti e scoperti, scale e terrazze. 

Era dotata di un porticciolo per l’attracco delle imbarcazioni e vi si accedeva sia via mare che dall'alto del promontorio; verosimilmente aveva anche una sezione termale di cui non è certa l’esatta ubicazione, ma una delle possibilità è che si trovasse nei paraggi delle cisterne, a monte della proprietà nel mezzo delle terre coltivate, in quello che oggi è il nostro fondo agricolo.  

Allora come oggi, la villa era produttiva: il negotium, era legato sia alla campagna che al mare. La campagna produceva olio e il pregiato vino di Sorrento, mentre il mare forniva pesci, crostacei e molluschi. 

La storia

Una tenuta agricola che accoglie e rigenera.

Artisti e residenze

Gli interni e gli esterni sono punteggiati di opere di artigiani e artisti del territorio e non solo, tutte realizzate in residenza: tracce di vita e di bellezza ispirate a questo luogo e alla sua atmosfera 

Glimpses of Sorrento